SAN GIORGIO IN BOSCO (PADOVA) - San Giorgio in Bosco come Brescello. Nel paese dell'Alta padovana sindaco e parroco se le stanno cantando proprio come don Camillo e Peppone facevano nei film ispirati ai racconti di Giovannino Guareschi. E in mezzo ora ci è finito anche il vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla, chiamato a mediare tra il primo cittadino, il leghista Nicola Pettenuzzo, e il parroco di Sant'Anna Morosina, don Giuseppe Tonin. Il don infatti non sarebbe molto allineato al sindaco, che è anche segretario provinciale del Carroccio. E fin qui niente di grave. Il problema è sorto quando le critiche sono iniziate a partire durante le omelie domenicali e davanti ai molti fedeli che frequentano la chiesa.

Pettenuzzo nei panni di Gino Cervi e don Giuseppe in quelli di Fernandel hanno quindi iniziato una vera e propria battaglia politica. Una storia che va avanti da mesi, ma che il leghista aveva deciso di affrontare in maniera riservata, avvisando il vescovo e chiedendo un suo intervento. Cipolla aveva fatto arrivare un messaggio a don Giuseppe (attraverso il vicario episcopale per i rapporti con il territorio, don Luigi Facco) chiedendo moderazione. Messaggio ricevuto, ma non applicato, tant'è che domenica il parroco è tornato all'attacco, criticando il progetto di un nuovo stabilimento di imbottigliamento e immagazzinamento di acqua minerale. Durante la messa ha denunciato, anche alla luce della sua esperienza missionaria in Ecuador, le logiche di profitto delle grandi aziende, alludendo al contributo economico promesso al Comune.