«Ogni via deve essere percorsa. Credo che sulla franchezza della parola e sul dialogo si possano realmente costruire percorsi in grado di aiutare questa città. Abbiamo bisogno di solidarietà, di mettere insieme le energie, di fare sinergie». Si ispira alle parole dell’arcivescovo Corrado Lorefice il comitato, nato sotto l’egida di Confimprese, guidata da Giovanni Felice, chiamato Fede economia e comunità: 200 operatori del settore delle prime comunioni in ginocchio in seguito alla riforma della catechesi, voluta dalla guida spirituale della città, che sposta la prima comunione in avanti, ai 13 o 14 anni, unificandola con la cresima. Una vera e propria rivoluzione: comunione e cresima da ricevere insieme, nella stessa celebrazione liturgica, dopo un percorso di preparazione quinquennale.Confetti, bomboniere, fotografie, ristorazione, fioristi, organizzazione di eventi hanno registrato, a seguito della riforma, un crollo nel giro d’affari. Tra i componenti del coordinamento figurano Tommaso Cillari, Manuela e Guendalina Gandolfo, Giuseppe Veniero, Valentina Gambino, Marco La Rosa e Walter Di Pasquale.«Siamo convinti - sottolineano i componenti del coordinamento - che la franchezza della parola, il dialogo e la capacità di mettere insieme le energie rappresentino il metodo più efficace per affrontare le questioni che coinvolgono la vita delle persone, delle famiglie e del territorio. Per questo abbiamo ritenuto doveroso avviare...».L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
Feste, confetti, foto. La grande crisi a Palermo per le comunioni da fare a 13 anni
La nuova catechesi e il sacramento «posticipato». La protesta degli operatori del settore: creato il comitato Fede economia e comunità. «Persi già 20 milioni di euro»









