CITTA’ DEL VATICANO. «Gli estranei e gli avversari diventino fratelli e sorelle, al posto delle diseguaglianze ci sia equità, invece dell'industria della guerra si affermi l'artigianato della pace», ha detto Leone XIV prima dell'Angelus nel giorno dell'Epifania dalla loggia centrale della basilica di San Pietro. «Tessitori di speranza, incamminiamoci verso il futuro per un'altra strada», ha aggiunto il Pontefice. Dal Pontefice il pensiero «alle comunità ecclesiali dell'Oriente che domani celebreranno il Santo Natale». Francis Robert Prevost ha poi salutato i pellegrini presenti nel giorno in cui si è chiuso il Giubileo della Speranza: «Gesù doni a voi e alle vostre famiglie serenità e pace». La gioia «è possibile "anche in tempi difficili». E invita a «fare tesoro del cammino giubilare e a coltivare la speranza malgrado il momento. «In questo periodo abbiamo vissuto diversi giorni festivi e la solennità dell'Epifania, già nel suo nome, ci suggerisce che cosa rende possibile la gioia anche in tempi difficili. Come sapete, infatti, la parola ''epifania'' significa ''manifestazione'', e la nostra gioia nasce da un Mistero che non è più nascosto. Si è svelata la vita di Dio: molte volte e in diversi modi, ma con definitiva chiarezza in Gesù, così che ora sappiamo, anche fra molte tribolazioni, di poter sperare. ''Dio salva'': non ha altre intenzioni, non ha un altro nome. Viene da Dio ed è epifania di Dio solo ciò che libera e salva».
Leone XIV: “No all'industria della guerra, si affermino l’artigianato della pace e l’equità”
Il Papa invoca «tessitori di speranza» e avverte: «Incamminiamoci verso il futuro per un'altra strada». Il saluto alla parrocchia di Lampedusa in pellegrinaggi…







