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Il vescovo: "Una vicenda che ci insegna ad aver cura del bene di tutti prima ancora che del nostro"
La città ricorda il salvataggio dall’assedio dei saraceni, per l’intercessione di Santa Chiara, con la Festa del Voto, in programma domani, istituita il 26 maggio 1644 con ordinanza del consiglio comunale. "Una vicenda che ci insegna che non possiamo disinteressarci delle sorti della città terrena, poiché in essa abitiamo e ad essa dobbiamo dare il nostro fattivo contributo – dice il vescovo Felice Accrocca (foto) -. Ci è chiesto, dunque, di vivere appieno in questo mondo, sapendo però che non tutto si esaurisce in esso e che altro è il nostro destino finale. E, dunque, ad aver cura del bene di tutti prima ancora che del nostro personale". Monsignor Accrocca ritiene possa essere stata una richiesta di intercessione della Santa a frate Elia. "In quegli stessi anni in cui le truppe imperiali assalivano la città umbra frate Elia, assisano, fortemente legato a Chiara e alla sua comunità, era a stretto contatto con Federico II, al punto di poter esercitare su di lui una qualche influenza. Non è perciò possibile pensare che, nell’imminenza del pericolo, Chiara si sia rivolta a lui perché intercedesse a favore della città? D’altronde, l’intercessione di Elia, riconciliatosi con la Chiesa solo alla vigilia della morte, spiegherebbe bene, di per sé, il silenzio poi calato sui fatti, dal momento che non sarebbe stato prudente sottolineare l’amicizia di Chiara con un personaggio tanto discusso". La giornata si aprirà alle 5.45 con il suono delle chiarine che intonano "Il Coprifoco", seguito dal suono a festa delle campane . Alle 20.30 dalla Cattedrale di San Rufino partirà il corteo religioso che si unirà, sulla piazza del Comune, a quello civile. A seguire nella Basilica di Santa Chiara il saluto delle Clarisse. Poi, a San Damiano, la Compieta, la benedizione, l’esortazione del vescovo e il saluto del ministro dei frati minori dell’Umbria.









