di
Andrea Ducci
Il manager alla guida delle Fs: «Martedì dal ministro per definire le azioni correttive»
ROMA Qualcuno ricorda il terremoto al vertice di Fs di una decina di anni fa. Nell’autunno del 2015 il dissidio tra l’allora presidente, Marcello Messori, e il numero uno, Michele Elia, portò alle dimissioni in blocco del consiglio di amministrazione del gruppo. Le ragioni dello scontro affondavano nell’inconciliabilità tra Elia e Messori, in particolare sulle modalità da adottare per privatizzare le Ferrovie. Questa volta a fare ballare il vertice dell’azienda e l’attuale amministratore delegato, Stefano Donnarumma, è la complessa fase conclusiva delle opere ferroviarie legate al Pnrr.
La posizioneIl diretto interessato intanto rivendica il lavoro svolto: «Due anni fa sono arrivato in Fs con un mandato chiaro: accelerare gli investimenti per recuperare sugli obiettivi fissati dal Pnrr, che allora parevano quasi irraggiungibili. Rinnovo e sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria, rinnovo della flotta, spinta tecnologica, recupero di credibilità e della remunerabilità del business internazionale», riassume Donnarumma, al quale non sfugge la criticità dei disagi per chi utilizza il treno. «In questi giorni, come sempre con l’arrivo del caldo, sono arrivati i primi inconvenienti e guasti con impatto sulla circolazione ferroviaria. I media hanno sottolineato criticità reali, alcune delle quali però comunicate con largo anticipo per via dei 1.300 cantieri attivi sulla rete, necessari sia per centrare gli obiettivi di Pnrr, sia per la sicurezza della rete e dei viaggiatori».









