Più che i ritardi dei treni avrebbero pesato le incomprensioni con il governo. In particolare, stando alle indiscrezioni, con l'azionista di riferimento ovvero il Mef. Ma non solo. Circolano rumor di un'intesa mai sbocciata fra l'ormai ex ad di Fs, Stefano Donnarumma, con il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari e, ovviamente, con il ministro delle Infrastrutture e trasporti Matteo Salvini. Divergenze di vedute fin dall'inizio sui dossier cruciali che si sarebbero, via via, allargate. Prima con l'operazione Pizzarotti, poi con l'acquisizione del ramo d'azienda Firema e l'alleanza con gli americani di Certares per una joint-venture sulla tratta Parigi-Londra (qualcuno preferiva andare solo). Infine, l'attrito più forte all'orizzione: la gestione della fase post Pnnr, con il manager che guardava ai fondi privati. Da qui, l'uscita delle dimissioni anticipate rispetto alla scadenza naturale del mandato. Una decisione maturata ieri mattina nell'incontro con Matteo Salvini. Il quale, da parte sua, ha espresso soddisfazione per i target Pnnr raggiunti, per l'enorme sforzo dell'azienda alle prese con 1.300 cantieri al giorno e per il ritorno all'utile di bilancio con 30 milioni di euro. Salvini, spiega il ministero, «ha ringraziato l'ad per il lavoro e gli oltre 90 mila dipendenti che ogni giorno svolgono una funzione essenziale. Entrambi concordano sulla conclusione del mandato in anticipo rispetto ai tempi previsti per far partire la fase due dell'azienda, chiusi positivamente gli obiettivi Pnrr, con a capo una figura scelta dall'interno». Un'indicazione già chiara per la nuova nomina che profila la soluzione interna, con Gianpiero Strisciuglio in pole. Barese, 50 anni, laurea in Ingegneria dei trasporti al Politecnico di Bari, è entrato nel Gruppo Fs nel 2002, passando dalle infrastrutture ferroviarie al trasporto passeggeri fino alla logistica. Da marzo 2025 è alla guida di Trenitalia. Su di lui pende la “spada di Damocle” del processo per il disastro ferroviario nei pressi della stazione di Brandizzo, quando rimasero travolti cinque operai che lavoravano al binario. A maggio, la procura di Ivrea ha chiesto il rinvio a giudizio per tre società e 21 persone, fra cui l'allora amministratore delegato di Rfi.
Treni nel caos, Salvini licenzia l’ad di Fs: “Serve una nuova fase”
Donnarumma accetta di lasciare l’incarico dopo le polemiche sui ritardi. L’opposizione attacca: il ministro ha fallito, è lui che deve andarsene










