A quasi cinque anni dall’avvio di un’idea allora seminale – quando nel novembre 2021 il Consiglio comunale di Peccioli approvò la delibera sulle Linee di indirizzo a tutela dello sviluppo della Belvedere S.p.A., passando per la partecipazione all’avviso pubblico promosso dalla Regione Toscana nel 2022 con l’assessorato Monni –, l’iter autorizzativo sul progetto dell’ossicombustore che nascerà nel “Borgo dei borghi” può dirsi concluso col via libera da parte della Conferenza dei servizi.

L’obiettivo è quello di distogliere dallo smaltimento in discarica un ingente quantitativo di rifiuti: il progetto prevede una capacità di trattamento pari a massimo 177mila t/a di rifiuti solidi e 75mila t/a di percolati, generando in uscita 26.500 t/a di perle vetrose destinate al mercato, 50mila mc/a di acqua per usi industriali, 90mila t/a di CO2 intercettata e liquefatta per poi essere valorizzata economicamente, e un surplus energetico pari a circa 42mila MWh, in base ai dati riassunti dal coordinatore dei progettisti, Paolo Ghezzi.

«Il ciclo di trattamento – argomenta Ghezzi – prevede la possibilità di co-ossidazione del rifiuto solido e di un altro rifiuto liquido a basso potere calorifico utilizzandolo per la preparazione dello slurry, una sorta di purea da iniettare, in sostituzione dell’acqua. L’impianto, dedicato a quei rifiuti che oggi non possono essere recuperati e che, a valle di altri trattamenti, sono destinati all’interramento in discarica si prefigge l’obiettivo, attraverso una doppia linea di trattamento, di chiudere il ciclo di Ato Toscana costa consentendo il raggiungimento dell’obiettivo comunitario di smaltimento in discarica al 2030 che non dovrà superare il 10% del rifiuto prodotto. La tecnologia Isotherm è stata riconosciuta nel 2019 dall’Unione europea quale Bat (Best available techniques, per le tecnologie di recupero energetico, ndr). L’impianto utilizza ossigeno, prodotto direttamente in loco, raggiungendo temperature di oltre 1300° in particolari condizioni di pressione. Per questo lo scenario emissivo è bassissimo già all’uscita del reattore di trattamento».