Dubbi sul progetto dell’ossicombustore. I consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti, intervengono in vista dell’assemblea dei soci di Retiambiente di lunedì chiedendo "una seria e approfondita riflessione prima di compiere passi avanti". Quali le ragaioni di questo passaggio? "Di fronte a un investimento da circa 130 milioni di euro ci sono ancora molti interrogativi – dicono Falchi, Fallani e Ghimenti –. Parliamo di una tecnologia che non ha precedenti industriali consolidati nelle dimensioni previste per Peccioli". "È legittimo quindi approfondire quali siano le reali garanzie di sostenibilità economica di questa operazione, anche per scongiurare il rischio che un eventuale squilibrio finanziario si scarichi direttamente sulle spalle dei Comuni e, attraverso la Tari, sulle famiglie e sulle imprese – aggiungono –. Con l’ingresso di Retiambiente nella compagine societaria infatti una quota rilevante del rischio d’impresa rischia di essere trasferita sulla collettività
"La capacità prevista dell’impianto - proseguono i consiglieri - supera notevolmente l’attuale fabbisogno del territorio che lo ospiterebbe, che avrà necessità, per garantire l’equilibrio economico, di nuovi rifiuti". "La provincia di Pisa - commenta Ghimenti - sta offrendo un contributo importante alla gestione dei rifiuti regionali, riteniamo quindi sbagliato che si continuino a concentrare in quest’area anche nuovi impianti, che certamente significheranno nuovi e maggiori carichi per il territorio. Piuttosto, la Toscana ha un grande bisogno di una strategia sui rifiuti basata sulla prevenzione e sul recupero di materia più che di grandi impianti dal futuro incerto". Da qui la necsssità di approfondire ancora. "Il via libera della Conferenza dei Servizi all’impianto di ossicombustione di Peccioli - concludono i consiglieri Avs - non può essere considerato la parola fine su una vicenda che presenta ancora incertezze. Al contrario, apre una fase in cui la politica e le istituzioni locali hanno il dovere di porsi domande e individuare le migliori risposte sul futuro economico e ambientale del territorio". "Considerate tutto questo - conclude il gruppo - ci auguriamo che i comuni soci che si esprimeranno lunedì siano disponibili ad una riflessione che parta dall’ascolto e valuti dubbi e rischi del progetto".








