La nuova edizione italiana della Geografia Politica di Friedrich Ratzel riporta al centro un autore spesso citato e raramente letto davvero. Il valore del volume non sta solo nel recupero di un classico, ma nel mostrare quanto il suo metodo resti utile per leggere anche le tensioni di oggi, dagli stretti marittimi al cyberspazio, perché lega spazio, potere, reti e movimento in una chiave molto più moderna di quanto suggeriscano molte letture novecentesche. La riflessione del generale Pasquale Preziosa

Nel giugno del 2026 il mondo ha osservato con preoccupazione la crisi dello Stretto di Hormuz. Ancora una volta un tratto di mare largo poche decine di chilometri si è rivelato capace di influenzare mercati energetici, strategie militari e decisioni politiche di potenze lontane migliaia di chilometri. Nello stesso periodo, Taiwan ha continuato a rappresentare uno dei principali punti di frizione tra Stati Uniti e Cina. Nel Mar Rosso, gli attacchi alle rotte commerciali hanno mostrato quanto il commercio globale rimanga vulnerabile. Nel cyberspazio, infine, la competizione per il controllo dei dati, delle infrastrutture digitali e dell’intelligenza artificiale è divenuta una delle principali dimensioni del confronto strategico internazionale.