La Crimea occupata è sempre più isolata. Dopo una nuova ondata di attacchi ucraini contro infrastrutture energetiche e logistiche, le autorità filorusse hanno sospeso la vendita di carburante a privati e aziende, riservando le forniture alle strutture governative e di sicurezza. Una misura eccezionale che fotografa meglio di qualsiasi dichiarazione l’effetto della campagna lanciata da Kyjiv contro il sistema logistico russo nel Mar Nero.
Secondo quanto riferito dalle autorità russe, gli attacchi della notte tra sabato e domenica hanno provocato cinque morti tra la penisola di Kerch e un traghetto nello stretto che collega la Crimea alla regione russa di Krasnodar. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato l’operazione, sostenendo che siano stati colpiti obiettivi della logistica militare, dell’industria petrolifera e della difesa aerea russa.
Nel dettaglio, Kyjiv afferma di aver centrato infrastrutture utilizzate per il trasporto di petrolio su entrambi i lati del ponte di Kerch, un deposito petrolifero nella città occupata di Kerch, quattro radar associati ai sistemi missilistici S-400 e due sistemi Pantsir. Filmati diffusi sui social mostrano vaste colonne di fumo nero in diversi punti della penisola e della costa russa prospiciente.












