Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Per circa una settimana questa nuova serie sarà dedicata al Festival di Trame 2026
A San Luca, nell’Aspromonte ionico reggino in Calabria è difficile, quasi impossibile, trovare un B&B or Airbnb o qualunque altra struttura turistica per passare una settimana d’estate al paese. Non ne soffro solo io, che a San Luca provo a portare avanti un progetto di ricerca e di attivismo sociale; ne soffrono sicuramente i tanti emigrati che vogliono tornare ma magari non hanno abitazioni disponibili (o accessibili…).
Ne soffrono le famiglie locali che ogni volta che vedono qualche turista sanno che sta li non per ammirare le bellezze del luogo ma perché si trova al circo, un circo dove al posto di animali e trapezisti, si cercano quelle strane persone, i sanluchesi, che vivono in mezzo alla ‘ndrangheta, in questo strano paese che ne è la culla, anzi ‘la mamma’.
Eppure, a molti sanluchesi la ‘ndrangheta sembra spesso lontana o così la raccontano, o forse così la devono o vogliono immaginare. Per uno strano scherzo del destino, laddove di ‘ndrangheta si moriva in Aspromonte quando non se ne parlava da nessuna parte, oggi che di ‘ndrangheta si parla assai, è forse proprio in Aspromonte che manca la sua comprensione più profonda. Paesi abbandonati, lasciati a se stessi, politicamente atrofizzati, la ‘loro’ ‘ndrangheta è spiegata malissimo e tutto sommato poco conosciuta, come spesso accade con quei fenomeni che si fotografano in un certo periodo storico, e poi si smette di aggiornare.











