Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. In questa puntata pubblichiamo ampi stralci di carte giudiziarie che tengono insieme il biennio 92-93, la guerra della mafia allo stato e le bombe in Continente
Il Brusca ha proseguito dicendo che la decisione presa contro Costanzo, nella casa di Vasile, passò subito in fase esecutiva. Egli si prese l’incarico di ricontattare i catanesi, perché si muovessero contro Costanzo A questo fine incaricò Gioè. I catanesi, infatti, avevano già fatto sapere di poter colpire Costanzo «con le armi tradizionali» (vale a dire, con armi da fuoco). Gioè, in effetti, prese contatto con Eugenio Galea e Enzo Aiello ed ebbe «un contatto diretto con «U Malpassotu» (Pulvirenti Giuseppe).
Ha proseguito dicendo che, una ventina di giorni prima dell’attentato al giornalista, fu avvisato da Gioè, nel frattempo arrestato, che le sue conversazioni di via Ughetti erano state intercettate e che, per questo motivo, era preferibile sospendere l’attentato, per evitare di «firmarlo». Egli fece presente questo fatto a Bagarella, ma il Bagarella se ne infischiò. Da qui cominciò il raffreddamento dei loro rapporti.






