Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. In questa puntata pubblichiamo ampi stralci di carte giudiziarie che tengono insieme il biennio 92-93, la guerra della mafia allo stato e le bombe in Continente
L’esame delle dichiarazioni passate in rassegna, nonché l’utilizzo dei dati introdotti da vari testimoni, consentono di dire che a ottobre del 1992 fu collocato un ordigno nel Giardino di Boboli ad opera di Santo Mazzei, che si avvalse della collaborazione di persone a lui vicine (Gullotta, Cannavò, Facella). L’iniziativa di questa azione criminale non fu del Mazzei ma dei capi di «cosa nostra». In particolare, del gruppo a cui Mazzei s’era legato, formalmente, qualche mese prima (i «corleonesi»).
Le finalità dell’azione furono, con ogni probabilità, quelle di lanciare un avvertimento allo Stato e stimolare o ravvivare le trattative in corso. Tanto è possibile dire anche se, come si è visto, vi sono alcune significative contraddizioni tra il racconto di Brusca e quello di La Barbera. Queste contraddizioni, però, come si vedrà, non toccano la sostanza del discorso che ci riguarda, in quanto concernono un aspetto (quello dei mandanti di questa limitata azione terroristica) su cui è possibile far luce per altre vie.







