Siete irresistibilmente attratti da una fiorentina? Non sapete resistere al filetto di orata o di branzino? Sentite l’acquolina in bocca di fronte ad un piatto di fagioli con olio evo? Quale che siano i vostri gusti, sappiate che forse a scegliere sul fronte delle proteine potrebbe non essere il vostro palato ma piuttosto le indicazioni che giungono dalla megalopoli di batteri (e non solo) che abita nelle vostre vie digestive. Perché alla fine, l’asse intestino-cervello domina anche sulle abitudini alimentari, in chiave qualitativa. Nutrirsi, infatti, non significa solamente puntare sulle calorie di cui c’è bisogno. Il corpo che ha bisogno di proteine, infatti, a volte si rende conto che ha bisogno di “mattoncini” che non sa costruire da solo. Quindi deve cercare gli aminoacidi essenziali, ovvero i costituenti delle proteine che non possono essere sintetizzati internamente e devono quindi provenire dal cibo. Ne sono particolarmente ricchi gli alimenti di origine animale e tra quelli di origine vegetale i legumi. Cosa accade? Come veri e propri “rilevatori”, i batteri che costituiscono il microbiota intestinale prima si accorgono della necessità, poi portano l’organismo a rispondere di conseguenza, privilegiando alimenti come carne, pesce, latte e latticini, uova. A dimostrare questa realtà, non nell’uomo ma in diversi organismi del mondo animale. è una ricerca davvero originale apparsa su Science, realizzata da un team coordinato da Greg Seong-Bae Suh del Centro per la Fisiologia del Microbioma, del Corpo e del Cervello presso ’Istituto di Scienze di Base, in collaborazione con ricercatori della Seoul National University e della Ewha Womans University. “Lo studio suggerisce come, in condizioni di carenza proteica, vengano attivati segnali neurali e ormonali che spingono selettivamente verso la ricerca di aminoacidi essenziali, riducendo al tempo stesso l’interesse per altri nutrienti come gli zuccheri – commenta Daniela Martini, docente di Nutrizione Umana presso il Dipartimento di Scienze per gli Alimenti la Nutrizione dell’Università di Milano -. In poche parole, si tratta di un esempio “elegante” di come si possano regolare in modo dinamico le priorità nutrizionali”.
Carne, pesce o uova? Il menu lo decide il microbiota e non la gola
A scegliere le proteine potrebbe non essere il palato ma piuttosto le indicazioni che giungono dalla megalopoli di batteri intestinali









