Scegliere il cucchiaio con cui mangiare un gelato o il coltello con cui tagliare la carne non è una pura questione di design o arte della tavola. Nel mondo della gastronomia ogni dettaglio può contribuire a creare un’esperienza unica, ma le posate sono addirittura in grado di modificare la percezione di un piatto. A rivelarlo è Charles Spence, un pioniere della gastrofisica dell’Università di Oxford in Inghilterra, il quale ha scoperto che più sono pesanti e più rendono il cibo gustoso, lo fanno sembrare più pregiato e aumentano il piacere dei commensali, perché il cervello associa il peso alla qualità e alla consistenza, influenzando la percezione anche se l’alimento in sé non è cambiato.
La serie
Un antropologo in cucina: perché mangiamo con la forchetta a 4 punte
La teoria
“Chiunque cucina vuole che il cibo sia più apprezzato dalle persone per cui lo prepara. La cosa più semplice? E' servirlo con posate pesanti – racconta Spence in un video su Instagram pubblicato dall’account dell’università di Oxford il mese scorso – Aggiungere peso a coltelli, forchette, cucchiai rende migliore il sapore dei piatti. Lo abbiamo verificato nei ristoranti, e lo abbiamo verificato in laboratorio”. Il docente del dipartimento di Psicologia Sperimentale del prestigioso ateneo inglese (e del Somerville College di Oxford) ha studiato come gli stimoli sensoriali possano migliorare significativamente la qualità percepita, il piacere e il valore del cibo, facendo sembrare i piatti più costosi e deliziosi. Il principio viene applicato nei ristoranti di lusso per elevare l'esperienza culinaria multisensoriale, e il suo lavoro dimostra che il peso delle posate influenza la percezione del gusto, con una maggiore soddisfazione e la disponibilità a pagare di più per lo stesso pasto, modificando persino la sensazione della dolcezza o della ricchezza dei sapori. Un altro dei principali risultati riguarda infatti l'alterazione della dolcezza: posate più pesanti possono far sembrare il cibo, come lo yogurt, meno dolce, mentre quelle più leggere potrebbero suggerire una maggiore dolcezza, poiché il cervello associa il peso alla consistenza, secondo i ricercatori.







