Non serve avere fame per mangiare. Alla fine di un pasto, sazi da scoppiare, in pochi rinunciano alla tentazione di un dolce. Gli psicologi dell’università dell’East Anglia si sono chiesti perché il cibo ha smesso di essere bisogno di energia ed è diventato piuttosto bisogno di gratificazione e piacere. La distinzione attribuita a Socrate fra chi mangia per vivere e chi vive per mangiare oggi è diventata un problema. Più della sedentarietà, infatti, sarebbe questo scollamento la causa dell’epidemia di obesità. L’esperimento condotto dagli psicologi inglesi per dimostrarlo è pubblicato su Appetite.
La sensazione della fame
Il bisogno di energia viene regolato con sapienza dal nostro organismo attraverso un meccanismo di freno e acceleratore: un calo degli zuccheri nel sangue fa aumentare la produzione dell’ormone grelina e della sensazione di fame. Dopo il pasto gli zuccheri tornano a salire e nell’organismo si diffonde l’ormone leptina, che sopprime la sensazione della fame e ci fa respingere ogni ulteriore offerta di cibo. Così l’organismo si è evoluto per massimizzare le risorse che l’ambiente gli ha messo a disposizione nel corso della sua storia.
Il meccanismo di piacere e ricompensa






