Anche quando lo stomaco è pieno, il cervello può continuare a spingerci a mangiare. È il motivo per cui, dopo un pasto abbondante, molti trovano comunque spazio per un dolce o per uno snack. Non si tratta solo di fame, ma di un meccanismo legato al modo in cui il cervello reagisce agli stimoli gratificanti associati al cibo. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Appetite e guidato dall’University of East Anglia, il cervello continua automaticamente a rispondere a segnali legati al cibo appetitoso anche quando il fabbisogno energetico dell’organismo è già soddisfatto. In altre parole, la sensazione di sazietà non basta sempre a spegnere il desiderio di mangiare.

Il fenomeno è legato ai circuiti cerebrali della ricompensa, gli stessi che si attivano quando proviamo piacere o gratificazione. Quando vediamo o pensiamo a un alimento particolarmente gustoso , come un dessert, uno snack salato o un dolce , il cervello interpreta quello stimolo come qualcosa di piacevole e degno di essere consumato, indipendentemente dal fatto che lo stomaco sia pieno. Questo meccanismo spiega perché spesso si finisce per mangiare più del necessario, soprattutto in presenza di cibi molto palatabili e ricchi di zuccheri o grassi. Gli stimoli visivi, gli odori o anche semplicemente l’abitudine a concludere il pasto con qualcosa di dolce possono attivare automaticamente il desiderio di continuare a mangiare.