La Lipu ha spiegato le 4 ragioni per cui l’estensione della caccia agli uccelli oltre il 10 febbraio, voluta dal ddl 1552 attualmente discusso al Senato, è estremamente dannoso e sbagliato.

Uno dei punti più controversi del Disegno di legge (DDL) 1552, che punta a riformare la caccia, risiede nell’estensione della stagione venatoria oltre il 10 febbraio. Questo limite è considerato già tardivo dagli esperti; tuttavia riesce ancora, in parte, a tutelare la delicatissima fase iniziale della migrazione riproduttiva, che esplode in primavera ma che già nelle battute finali dell’inverno coinvolge un numero significativo di specie ed esemplari. A spiegare perché allungare il calendario venatorio oltre il 10 febbraio è profondamente sbagliato è Danilo Selvaggi, Direttore generale della Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli), una delle più importanti associazioni ambientaliste d’Italia e d’Europa, che si occupa principalmente di avifauna ma non solo. In un lungo post pubblicato su Facebook, il dirigente della Lipu ha sottolineato che mantenere il limite del 10 febbraio “è essenziale per almeno quattro ragioni, di grande importanza”: una ragione biologica, una giuridica, una gestionale e una costituzionale. Vediamole nel dettaglio.