Per anni il vino ha chiesto ai consumatori di scegliere. Rosso o bianco. Struttura o freschezza. Profondità o immediatezza. Carattere o leggerezza. Con l'arrivo della bella stagione, il rosso lascia spesso spazio a bianchi e rosati. Una rinuncia che molti accettano, ma che non sempre desiderano davvero. Perché c'è chi ama il vino rosso tutto l'anno. Chi non vorrebbe rinunciarvi nemmeno in estate. Ed è proprio da questo desiderio che nasce Èros, il nuovo progetto di Siddùra. Un vino che prova a superare una contrapposizione che per troppo tempo è sembrata inevitabile: quella tra la freschezza dei vini bianchi e l'identità dei vini rossi.
Colli del Limbara IGT, 12 gradi alcolici, Èros è un vino rosso pensato per essere servito fresco, tra i 10 e i 12 gradi. Non un bianco. Non un rosato. Un rosso a tutti gli effetti, con una capacità sorprendente di esprimersi anche a temperature normalmente associate ad altre tipologie di vino. È qui che si colloca l'originalità del progetto. Siddùra non ha cercato di reinterpretare un bianco o di creare un rosato più strutturato. Ha scelto invece di partire dal rosso e di immaginare una modalità nuova per viverlo. “Volevamo creare un vino rosso con caratteristiche uniche nel suo genere. Un vino che restasse profondamente rosso, ma che potesse essere servito a temperature normalmente associate ad altre tipologie - spiega Mattia Piludu, direttore generale di Siddùra -. L'idea è diventata un percorso di ricerca durato due anni, sviluppato tra vigneto, cantina e marketing”.








