Nel corso della quinta giornata della quindicesima edizione di Trame Festival, l’antropologo e scrittore Vito Teti ha presentato la nuova edizione del saggio La razza maledetta, dedicato ai temi dell’antimeridionalismo, del separatismo e delle forme storiche di razzismo legate alla questione meridionale. L’incontro, moderato dal giornalista Goffredo Buccini, ha offerto l’occasione per un approfondimento sulle radici storiche delle disuguaglianze tra Nord e Sud Italia e sulle loro reinterpretazioni contemporanee.

Antimeridionalismo e radici storiche dello stigma

Il saggio di Teti ripercorre le aspettative tradite del Mezzogiorno dopo l’Unità d’Italia e analizza la diffusione delle teorie positiviste che, tra Ottocento e Novecento, alimentarono una visione gerarchica tra Nord e Sud. Nel dibattito è stato richiamato anche il pensiero di autori come Cesare Lombroso, le cui teorie furono successivamente confutate dalla storiografia critica e dal pensiero meridionalista, da Salvemini a Gramsci.

Tra nuove disuguaglianze e autonomia differenziata

Nel confronto è emersa anche l’attualità del tema, con riferimenti alle nuove forme di disuguaglianza territoriale e alle tensioni legate al progetto di autonomia differenziata. Secondo le riflessioni emerse, il rischio è quello di accentuare il divario tra regioni, con effetti potenzialmente rilevanti su servizi essenziali come istruzione, sanità e politiche culturali, aggravando fenomeni già presenti come lo spopolamento del Mezzogiorno.