Dall’Iran all’Ucraina, il presidente degli Stati Uniti si barcamena tra le crisi senza però riuscire a risolverne nessuna. Tutti continuano a dipendere dalle sue mosse, dai suoi annunci, persino dai suoi umori (vedi il caso Meloni)Il presidente che ha costruito un pezzo importante della sua politica estera sul disprezzo per l’accordo nucleare con l’Iran di Barack Obama, considerato «il peggiore e il più stupido mai negoziato», ha firmato un’intesa con il regime in 14 punti che, per quel poco che è dato sapere, è più debole di quella che lui stesso fece a pezzi nel 2018. I 60 giorni di negoziati si annunciano confusi e pieni di sorprese, ma il memorandum rischia di lasciare ai pasdaran meno restrizioni dell’accordo del 201Per continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Mattia FerraresiModenese, come tutti. Giornalista di Domani, scrive di politica estera e altre cose. È stato caporedattore per quattro anni. Ha lavorato per il Foglio e scrive per New York Times, Wall Street Journal, Boston Globe, Foreign Policy. Ultimo libro: I demoni della mente. Il racconto di un'epoca in cui non si ha fiducia in niente ma si crede a tutto (Mondadori)