Ragusa ha visto ancora una volta la chiesa di San Pio X aprirsi all’alba per accogliere i maturandi, in un momento che negli anni è diventato un rito di passaggio, un gesto di vicinanza e di cura. Don Franco Ottone, parroco emerito, ha ricevuto i ragazzi prima della prima prova, offrendo loro una colazione semplice, un cornetto, un sorriso, una parola detta quasi sottovoce, una benedizione e una penna con la scritta “Dio ti benedica”, mentre fuori la città cominciava appena a svegliarsi e le scuole, a pochi passi dalla parrocchia, si preparavano ad accoglierli per l’esame più atteso.
Don Franco ha ricordato che qualcuno potrebbe considerare questi gesti come cose piccole, quasi scontate, ma il cuore sa che le cose più grandi di Dio passano spesso attraverso la semplicità. E proprio una delle tracce della prima prova parlava di stupore e meraviglia. Per questo, rivolgendosi ai giovani, ha confidato che ciò che continua a stupirlo, dopo tanti anni di sacerdozio, non sono i grandi eventi o i grandi successi, ma loro: i loro occhi che guardano il futuro con timore e speranza, le paure nascoste dietro un sorriso, le domande, le inquietudini, i sogni, la capacità di rialzarsi dopo una delusione, la voglia di amare, di cercare la felicità, di credere che la vita possa essere bella, perfino quella spensieratezza che gli adulti spesso perdono e che invece è un dono prezioso.











