Il papà, iscritto ai corsi serali dopo la pandemia, e il ragazzo di 18 anni con disabilità cognitiva hanno affrontato lo scritto nello stesso istituto

La stessa scuola, la stessa prova, la stessa identica traccia. All’Istituto Di Palo-Galilei di Salerno la prima prova dell’esame di Stato ha celebrato una storia speciale, quella del 63enne Ermanno Laurino e di suo figlio Giovanni, 18enne. Padre e figlio hanno affrontato insieme il debutto della Maturità vivendo un’esperienza parallela, separati solo dalle mura di due aule diverse, ma uniti dallo stesso destino sui banchi. Il destino di aver scelto, tra le sette opzioni della prima prova, la stessa traccia, ovvero il testo argomentativo sull’articolo della giornalista tedesca Wenke Husmann intitolato “Funziona a meraviglia”.

Il ragazzo con disabilità cognitiva

Il testo proposto dal plico telematico invitava i candidati a riflettere sul valore dello stupore e sulla capacità di meravigliarsi ancora. Un tema che per la famiglia Laurino non è rimasto solo inchiostro su un foglio di protocollo, ma ha assunto i contorni di una realtà vissuta sulla propria pelle. Giovanni, ragazzo con disabilità cognitiva, ha affrontato gli anni delle superiori potendo contare sul pilastro incrollabile del padre, mentre l’istituto salernitano costruiva attorno a lui un percorso di inclusione e crescita. «In questi ultimi due anni, il papà ha sempre voluto che il figlio sedesse vicino ai propri coetanei», ha raccontato uno dei docenti della scuola ad Avvenire, ricordando come la figura di Ermanno sia stata un supporto fondamentale lungo tutto il cammino didattico dello studente.