di
Giovanna Cavalli
Il cantante torna studente: «Un regalo per mamma e papà. La prova d’italiano? Sono forte su Pirandello e D’Annunzio, meno su Calvino e Montale. Punto all’80. Se passo, faccio pure un concerto in classe. E poi organizzo un festone a Ponticino»
Pronto?«Prontissimo. Oggi l’ultimo ripasso. E domattina alle 7.45 sarò in aula, all’istituto Minerva di Roma». Com’è vero che non è mai troppo tardi. Tra i maturandi c’è Pupo, ovvero Enzo Ghinazzi, 70 anni e oltre 20 milioni di dischi venduti. Punta al diploma al Liceo delle Scienze umane, indirizzo economico sociale.Così presto?«Forse temono che sia un ritardatario e mi hanno convocato prima. Con lo scritto di italiano non dovrei avere problemi. Su D’Annunzio e Pirandello vado forte, un po’ meno con Calvino e Montale». Lo Speciale Maturità 2026
Come mai si è deciso?«Mi piacciono le sfide. E poi vorrei fare un regalo al mio babbo che non c’è più e alla mia mamma che se n’è andata un mese fa. Ci tenevano tanto. Lui era postino, aveva fatto la quinta elementare, sognava il figlio laureato, mi voleva avvocato».E invece.«A 16 anni lasciai la scuola. Feci un anno di Ragioneria e fui rimandato in tre materie. Passai allo Scientifico».Bravo in matematica?«Un disastro. Lo scelsi perché ci andava Anna, una ragazzina di Ponticino che mi piaceva. Eh, è sempre stato quello il mio debole. Lo stesso motivo per cui ho cominciato a cantare: per le donne».E come andò?«Ho frequentato i primi due anni, quindi ho mollato. Ero discolo, divertivo i compagni con le imitazioni dei professori. Ancora oggi mi invitano alle rimpatriate. Inoltre già cantavo nei club e nelle balere, scrivevo le prime canzoncine, tornavo a casa di notte, la mattina svegliarsi era dura».Mamma e babbo si saranno presto riconsolati.«Beh, sì, direi che male non è andata».Ora recupera.«Mi sono messo sotto. Ho fatto per due volte due anni in uno. Non vanto una cultura raffinata, però sono appassionato di filosofia, letteratura, arte. Ho un’infarinatura di tutto. Ho frequentato un istituto privato di Arezzo, lezioni singole una o due volte alla settimana. E come tutti i privatisti ho dovuto sostenere un esame preliminare».Ammesso.«Con un credito di 32 punti, me ne bastano 28 per arrivare a 60».Mira al 100?«Mi contento di 80».Ha l’ansia da esame?«Per niente. Sono tranquillissimo. Non l’ho mai avuta nemmeno per un concerto al Madison Square Garden. Sono un giocatore d’azzardo, sono nato freddo».La notte prima degli esami che farà?«Quello che più mi rilassa: l’amore».Nasconderà bigliettini nelle tasche? Scriverà appunti sul palmo della mano? «Macché. Mi presenterò in doppiopetto blu, camicia bianca, occhialini, al polso Rolex GMT Master e nel taschino una Montblanc della mia collezione».Dopo lo scritto di italiano cosa l’aspetta?«Lo scritto di diritto, quello è tosto. Poi ho gli orali in quattro materie: italiano, inglese, diritto e scienze umane, tra le quali più che la religione farei entrare il poker. Si impara l’attesa e la sofferenza».Proverà a ingraziarsi gli esaminatori?«Per carità, non voglio trattamenti di favore. Già all’esame preliminare i prof mi hanno chiesto delle foto insieme, ma sono stati severi come con gli altri. Se non dovessi passare resterei deluso, però lo accetterei».Niente spintarella.«No. E sì che ho tanti amici ministri, volendo...». Ride. «Non mi piace. Tanti colleghi hanno ricevuto la laurea honoris causa, potrei trovarmi anche io un’università disponibile, però così non vale».Non copierà.«No. Magari spero che mi interroghi una signora, chissà che non si sia innamorata con Su di noi».E se qualche studente le chiedesse un aiutino?«Glielo darei, attento a non farmi beccare».Se passa?«Gli faccio pure un concerto in classe, a cappella. E organizzo un festone a Ponticino al mio Country Family».Dopo la maturità?«Voglio prendere la laurea in Scienze della comunicazione. In tre anni dovrei farcela. Preparatevi al dottor Pupo».











