Enzo Ghinazzi la notte prima degli esami farà «quello che più mi rilassa: l’amore». Poi si vestirà per l'occorrenza

Tra i 527.747 maturandi che domani affronteranno il tema dell’esame di maturità c’è anche un certo Enzo Ghinazzi in arte Pupo. Lui è tra i 14.009 privatisti, spiega al Corriere della Sera. Ed è «prontissimo. Oggi l’ultimo ripasso. E domattina alle 7.45 sarò in aula, all’istituto Minerva di Roma». A 70 anni e con 20 milioni di dischi venduti Pupo punta al diploma di Scienze Umane, indirizzo economico sociale. Sarà in aula alle 7.45: «Forse temono che sia un ritardatario e mi hanno convocato prima. Con lo scritto di italiano non dovrei avere problemi. Su D’Annunzio e Pirandello vado forte, un po’ meno con Calvino e Montale».

Pupo ha deciso di affrontare l’esame perché «mi piacciono le sfide. E poi vorrei fare un regalo al mio babbo che non c’è più e alla mia mamma che se n’è andata un mese fa. Ci tenevano tanto. Lui era postino, aveva fatto la quinta elementare, sognava il figlio laureato, mi voleva avvocato». E invece. «A 16 anni lasciai la scuola. Feci un anno di Ragioneria e fui rimandato in tre materie. Passai allo Scientifico». In matematica però era «un disastro. Lo scelsi perché ci andava Anna, una ragazzina di Ponticino che mi piaceva. Eh, è sempre stato quello il mio debole. Lo stesso motivo per cui ho cominciato a cantare: per le donne. Ho frequentato i primi due anni, quindi ho mollato. Ero discolo, divertivo i compagni con le imitazioni dei professori. Ancora oggi mi invitano alle rimpatriate. Inoltre già cantavo nei club e nelle balere, scrivevo le prime canzoncine, tornavo a casa di notte, la mattina svegliarsi era dura».