Enzo Ghinazzi. Un nome che non può passare inosservato nella lista dei 527.747 maturandi che domani, giovedì 18 giugno, affronteranno la prima prova dell’esame di Maturità. Gli appassionati di musica lo riconoscono subito: dietro quel nome c’è Pupo, uno dei candidati esterni pronti a sedersi tra i banchi per conquistare il diploma. Il cantante, 70 anni e oltre 20 milioni di dischi venduti, ha raccontato la sua maturità al Corriere della Sera. Dopo avere fatto due volte due anni in uno, ora punta al diploma al Liceo delle Scienze umane, indirizzo economico-sociale. Ultimo giorno di ripasso, poi domani sarà in aula alle 7.45 all’Istituto Minerva di Roma: «Forse temono che sia un ritardatario e mi hanno convocato prima».
La sua esperienza a scuola Pupo ha scelto questa sfida anche per fare un regalo ai genitori: «Al mio babbo che non c’è più e alla mia mamma che se n’è andata un mese fa. Ci tenevano tanto. Lui era postino, aveva fatto la quinta elementare, sognava il figlio laureato, mi voleva avvocato». L’esperienza scolastica di Enzo Ghinazzi, però, è stata molto diversa dalla carriera musicale che lo avrebbe portato al successo. «Feci un anno di Ragioneria e fui rimandato in tre materie», ha ricordato. Poi il passaggio allo Scientifico, più per amore che per vocazione: «In matematica ero un disastro. Lo scelsi perché ci andava Anna, una ragazza di Ponticino che mi piaceva». Le donne, ammette, sono sempre state il suo debole: lo stesso motivo per cui avrebbe iniziato a cantare. Ma la scuola, a un certo punto, è rimasta indietro. «Ho frequentato i primi due anni, poi ho mollato», ha raccontato. A 16 anni Pupo aveva già cominciato a cantare nei club e nelle balere, a scrivere le prime canzoni, a tornare a casa di notte: «La mattina, alzarsi per andare a scuola, diventava sempre più difficile». In classe, però, aveva già il talento dell’intrattenitore: «Ero discolo, li divertivo con le imitazioni dei professori. Ancora oggi mi invitano alle rimpatriate».Gli esami Questa volta, assicura, ha studiato davvero: «Mi sono messo sotto. Non vanto una cultura raffinata, però sono appassionato di filosofia, letteratura, arte. Ho un’infarinatura di tutto». Il percorso lo ha portato fino alla Maturità dopo due passaggi accelerati: due volte due anni in uno, «lezioni individuali in un istituto privato di Arezzo una o due volte alla settimana» e, come previsto per i candidati esterni, un esame preliminare prima dell’ammissione. Sulla prima prova Pupo si dice abbastanza tranquillo: «Con lo scritto di italiano non dovrei avere problemi. Su D’Annunzio e Pirandello vado forte, un po’ meno con Calvino e Montale». Più complicata la seconda prova, quella di diritto: «Lo scritto è tosto». Poi ci saranno gli orali in quattro materie: italiano, inglese, diritto e scienze umane: «Più che la religione mi piacerebbe fare entrare il poker. Si impara l’attesa e la sofferenza». Ha fatto anche i conti con il punteggio: «Parte da un credito di 32 punti, me bastano 28 per arrivare a 60 ma mi accontento di 80».La preparazione Il suo rituale per la notte prima degli esami non prevede di cantare Notte prima degli esami, ma qualcosa di più personale: «Quello che più mi rilassa, fare l’amore». Ansia? Pupo assicura di non provarne: «Sono tranquillissimo. Non l’ho provata neanche al concerto al Madison Square Garden. Sono un giocatore d’azzardo, sono nato freddo». Ha già scelto anche l’outfit per l’occasione: «Mi presenterò in doppiopetto blu, camicia bianca, occhialini, al polso Rolex GMT Master e nel taschino una Montblanc della mia collezione». Di copiare non ha nessuna intenzione. Al massimo spera in una commissione ben disposta: «Magari che mi interroghi una signora, chissà che non si sia innamorata con Su di noi». E se qualche studente gli chiedesse un aiutino? «Glielo darei, attento anon farmi beccare. Se mi passa il compito gli faccio pure un concerto in classe a cappella e organizzo un festone a Ponticino al mio Country Family».Verso la laurea Pupo sembra pronto sotto tutti i punti di vista. E dopo la Maturità guarda già oltre, sempre in chiave accademica: «Voglio prendere la laurea in Scienze della comunicazione. In tre anni dovrei farcela, preparatevi al dottor Pupo». Una strada che vuole percorrere senza scorciatoie. «Tanti colleghi hanno ricevuto la laurea honoris causa, potrei trovarmi anche io un’università disponibile, però così non vale», ha spiegato.











