Alle 7.45 arriva puntuale all’Istituto paritario Minerva, zona Colli Aniene, alla guida del suo Land Cruiser bianco. Indossa un doppiopetto blu, camicia bianca e affronta la prima prova della maturità con l’emozione di uno studente qualsiasi. A 70 anni, Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, diventa l’attrazione della scuola: i ragazzi gli chiedono selfie da mandare ai nonni.

Pupo, perché la maturità a 70 anni? «Per mantenere una promessa ai miei genitori. Mio padre voleva che mi diplomassi». Perché il liceo delle Scienze umane? «Perché è nelle mie corde. Speravo uscisse D’Annunzio: ho una vita simile a quella del Vate». Com’è andata la prova? «Molto bene. Ero più teso che a un concerto. Ero all’ultimo banco ma sono stato il primo a consegnare. Ho scelto la traccia sulla democrazia e Saragat. Temo di più diritto». Perché quella traccia? «Perché parlava della democrazia come responsabilità di chi governa, non come “uno vale uno”. Ho scritto che oggi non è più quella immaginata da Saragat». Le altre tracce? «Mi interessavano quelle su fatica e frontiere. Da anni mi esibisco anche in Russia: mi chiedono perché, ma io rispondo che faccio il mio mestiere». Ha studiato molto? «Sì. Scrivo libri e collaboro con i giornali, quindi mi sentivo sicuro. Gli esami bisognerebbe farli a 70 anni». La notte prima degli esami? «Avevo scherzato dicendo che avevo fatto l’amore, invece ero solo e ho studiato». Com’è stato tornare tra i banchi dopo cinquant’anni? «Emozionante. È stato come ritrovare un senso della vita. I ragazzi mi guardavano incuriositi». Un episodio curioso? «La mia Montblanc ha smesso di scrivere e un ragazzo mi ha prestato una penna. Gli ho detto: basta che non sia blu. Un altro l’ho aiutato con qualche spunto». E adesso? «Dopo il diploma voglio laurearmi in Scienze della comunicazione». Pensa alla politica? «Forse un giorno. Se Vannacci mi chiamasse gli risponderei, ma oggi penso solo allo studio». Che voto si aspetta? «A 100 non credo di arrivare, ma mi accontento di qualcosa in meno. Parto con 32 crediti». Ha ricevuto messaggi dal mondo dello spettacolo? «No. Non mi aspettavo nulla. Sono un ex giocatore d’azzardo: sono abituato a perdere e non mi aspetto complimenti»