Rapallo – A seguire nella seconda prova dell’esame di Maturità 2026, i ragazzi del professionale dell’istituto Liceti, c’è come membro interno con funzione di sorvegliante, Fabio Benvenuto: «Un buon ruolo, perché ci sono poche scartoffie da compilare e si rappresenta una figura rassicurante per i ragazzi», dice lui, che è arrivato alla cattedra con un percorso molto particolare.

Fabio Benvenuto, insegnante tecnico-pratico al Liceti di Rapallo (Piumetti)

Faceva l’agricoltore, titolare di propria azienda. Si è diplomato soltanto nel 2024, alla soglia dei 50. «Lo ho fatto – ricorda – perché mi era nato un figlio. Non volevo che, un giorno, mi potesse dire: “Papà, io smetto di studiare. Tanto nemmeno tu sei arrivato in fondo. Allora, ho fatto tre anni in due, al serale proprio al Liceti». Ferme restando le sue amate api, «perché quelle le ho ancora», da lì è iniziata una nuova vita, che non aveva messo in conto, con una serie di circostanze tutte favorevoli, che farebbero quasi pensare al destino: «Il 2024 è stato l’ultimo anno in cui si poteva diventare insegnanti tecnico – pratici solo con il diploma, ho fatto le prime supplenze al Majorana Giorgi e al Giannini, e intanto all’università di Genova avevano organizzato un percorso ad hoc per l’abilitazione nella mia classe di concorso e l’ho presa. E quest’anno assegnavano un cattedra, di ruolo, proprio al Liceti». E che esperienza è? «Bellissima. Credo di essere apprezzato nel mio lavoro e ho imparato una cosa: i ragazzi hanno bisogno di sentirsi coinvolti, compresi. Devi essere educatore prima di insegnante, nel senso di cercarli, farsi ascoltare. Altrimenti, puoi parlare per ore e ore e non serve a nulla».