Ha quasi 36 anni, lavora a tempo pieno come banconista e oggi ha raggiunto un traguardo che per la maggior parte delle persone arriva a 18 anni: il diploma. È la storia di Pasquale Torelli, di Toritto, in provincia di Bari, che ha scelto di rimettersi sui libri dopo una vita segnata da difficoltà familiari e personali. E lo fa condividendo questa gioia in una lettera inviata alla Gazzetta del Mezzogiorno.

Non un percorso lineare, il suo. La perdita del padre, la malattia della madre e la gestione del bar di famiglia, prima rilanciato e poi chiuso, hanno scandito anni complessi, fino alla sensazione di essere “uno dei vinti”, come racconta citando Verga.

Poi la svolta: la nascita del figlio e la decisione di ricominciare. Lavoro, famiglia e studio sono tornati a intrecciarsi fino al conseguimento del diploma, ottenuto mentre continuava a lavorare.

«Non sono arrivato a 20 anni, ma ci sono arrivato a quasi 36» racconta Torelli, che dedica il traguardo al padre scomparso, alla madre, alla moglie e al figlio, definito «la persona che mi ha salvato la vita senza saperlo».

Una storia di rinascita personale che lo stesso Pasquale indica come esempio per chi si sente “finito” e pensa di non poter più ripartire: «Io sono la prova che si può ricominciare», scrive.