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«La riforma dei porti è un po’ come quella della giustizia, non porta fortuna al Governo che la propone». Sembra quasi una profezia, in realtà è il frutto di una lucida analisi, fatta dall’ex presidente dell’Autorità portuale di Genova, Luigi Merlo, oggi presidente onorario di Federlogistica e direttore generale di Ctl Maritime, società del Gruppo Msc di Aponte. Il tema della riforma della portualià italiana è al centro del dibattito politico, con le audizioni in corso alla Commissione trasporti della Camera e con una serie di convegni e di confronti che si stanno svolgendo a Roma e in tante altre parti d’Italia. Era stata messa quasi una sordina, nelle scorse settimane, adesso il nuovo Ddl (che dovrebbe essere votato a luglio dal Parlamento) è finito nella bufera e c’è chi chiede che la riforma venga sospesa, almeno fino a dopo le Politiche del prossimo anno.
Il Mit ha cercato di rimediare al mancato confronto con gli enti territoriali, il viceministro Rixi nei giorni scorsi ha assicurato che verranno convocati i sindaci delle città sedi di Autorità di sistema portuale, come aveva chiesto il primo cittadino di Messina, Federico Basile. Ma le polemiche non si spengono.








