"È necessario valutare bene gli effetti della riorganizzazione del sistema portuale nazionale sugli scali dell’Adriatico e sull’economia delle Marche". Lo dice il deputato dem Augusto Curti a proposito del disegno di legge, del quale è iniziato l’iter parlamentare alla Camera. "L’esigenza di aggiornare un impianto normativo che risale al 1994 è condivisibile – osserva Curti –, ma suscita forti perplessità la scelta di concentrare nella futura Porti d’Italia spa competenze e funzioni oggi esercitate dalle Autorità di sistema. Una maggiore capacità di coordinamento può rappresentare un obiettivo legittimo, ma non deve tradursi in un progressivo svuotamento delle strutture che in questi anni hanno garantito programmazione, investimenti e sviluppo". "Per i porti delle Marche la questione è rilevante – sottolinea il deputato dem –. Lo scalo di Ancona è uno snodo strategico per collegamenti internazionali, logistica, traffico passeggeri, economia regionale. Perciò desta preoccupazione l’ipotesi di trasferire alla nuova società quote di entrate oggi destinate alle Autorità portuali, né convince il metodo seguito dal governo. Una revisione di questa portata avrebbe chiesto un coinvolgimento di istituzioni, Comuni, operatori economici e rappresentanze. Al contrario, il confronto è arrivato quando l’impianto del provvedimento era già definito. L’efficienza non si costruisce sottraendo capacità decisionale a chi opera sul campo, lo Stato deve svolgere una funzione di indirizzo e coordinamento, ma senza comprimere il patrimonio di competenze, conoscenze e relazioni che è uno dei punti di forza del sistema marittimo italiano".
"La riforma dei porti non deve penalizzare le Autorità di sistema"
"È necessario valutare bene gli effetti della riorganizzazione del sistema portuale nazionale sugli scali dell’Adriatico e sull’economia delle Marche". Lo...











