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Saranno giorni sempre più roventi, i prossimi, sul fronte della riforma della portualità italiana. È scontro aperto tra Governo e opposizioni, ma cresce la preoccupazione anche tra i sindaci e gli amministratori delle città sedi delle Autorità di sistema.
Il viceministro Edoardo Rixi e il direttore generale Donato Liguori hanno convocato per martedì, alle 15, nella sede del Mit, a Roma, sessanta rappresentanti di associazioni imprenditoriali, sindacati, enti, aziende ma anche di organi istituzionali (come la Corte dei conti e l’Anac), proprio mentre sono in corso le audizioni davanti alla Commissione Trasporti della Camera. E nell’elenco dei convocati non ci sono i sindaci dei territori interessati che dovrebbero svolgere, come sottolineato con forza anche dall’Anci, un ruolo determinante in un processo di riforma che riguarda le parti vitali dei territori delle città portuali. Messina ne è l’esempio più eclatante. Nel frattempo, il direttore generale del ministero dei Trasporti designa dieci nuovi esperti, dopo quelli già nominati a maggio (nomine finite sotto l’osservazione dell’Anac per la «possibile presenza di casi di conflitto di interesse»).











