«Avanti Porto: la governance del bene comune». La Filt Cgil nazionale insieme a quella campana ha spostato per un giorno a Napoli il dibattito sui trasporti e in particolare sulla riforma della legge 84/94 che sta per iniziare il suo iter parlamentare. Napoli guarda al Sud e, come ha sottolineato Stefano Malorgio, segretario nazionale Filt Cgil, è qui che il confronto sull’assetto infrastrutturale del Paese diventa ancora più pregnante. «C’è sicuramente la necessità - ha detto Malorgio - di aggiornare il sistema portuale e di rafforzare il coordinamento strategico nazionale delle politiche portuali, per rispondere alle sfide che derivano dal cambiamento del mercato, della grande forza degli armatori, dei cambiamenti geopolitici che ci sono. È questo va riconosciuto alla riforma. Siamo invece perplessi dalla forma societaria della Spa e dalla relazione sbilanciata con le Autorità di Sistema Portuale». Per Malorgio nella riforma manca «un intervento sul lavoro e su alcune storiche richieste del settore come il fondo di incentivo all’esodo e il riconoscimento del lavoro usurante».

L’ASSETTO C’è infine un problema enorme che riguarda l’assetto infrastrutturale del Paese che «deve rimanere nella competenza pubblica anche per le risorse: va fatto un serio ragionamento in Italia sulla creazione di un fondo sovrano. Se non si interviene con la riforma si rischia di non risolvere le criticità, di non apportare la necessaria semplificazione che chiede il cluster portuale ma di peggiorare la situazione attuale». Dopo il videomessaggio di Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, all’iniziativa hanno portato i saluti Gennaro Rispoli, direttore scientifico del Museo delle arti sanitarie, Eliseo Cuccaro, presidente Autorità di sistema portuale del mare Tirreno Centrale, l’ammiraglio ispettore Giuseppe Aulicino, direttore marittimo della Campania, Enza Amato, presidente del Consiglio comunale di Napoli, e Nicola Ricci, segretario generale Cgil Napoli e Campania. Al centro dell’iniziativa una tavola rotonda, a cui hanno partecipato, con Malorgio, Mario Casillo, vicepresidente Regione Campania e assessore ai Trasporti, Valentina Ghio, deputata Pd, Giovanni Consoli, vice segretario generale Assarmatori e Mario Zanetti, presidente Confitarma.Napoli, fiscalità internazionale: focus su redditi esteri e agevolazioni fiscali a Palazzo CalabrittoPer Zanetti il tema dei porti è centrale, non solo per la riforma, ma anche per il momento geopolitico. È necessario un approccio strategico, valorizzando peculiarità locali di ogni singolo porto. Il presidente di Confitarma ha evidenziato come sia necessaria una strategia sulle infrastrutture. Confitarma guarda alla riforma per superare la carenza infrastrutturale del Paese. Zanetti ha evidenziato come sia difficile interfacciarsi con 16 Adsp quando ognuna interpreta diversamente le regole. Porti Spa deve semplificare e dare regole uniche ai processi. «Auspichiamo - ha concluso Zanetti - che continuo il confronto con parti datoriali per rendere più efficace riforma». Il vice segretario generale di Assarmatori, Giovanni Consoli ha evidenziato come la condivisione già sperimentata su altre questioni sia l'approccio migliore da seguire per giungere ad una riforma portuale che sappia conciliare la necessità di avere uno strumento innovativo per individuare e realizzare prioritariamente le opere infrastrutturali utili allo sviluppo del sistema marittimo portuale. Per Consoli la condivisione non è incompatibile con la centralizzazione della governance portuale, anzi si muoverebbe sulla strada della semplificazione già intrapresa in questa legislatura. Radicale la posizione di Vita Convertino del dipartimento porti della Filt Cgil. «Siamo per la difesa dell’attuale modello di governance introdotto dalla legge 84, considerata l’ossatura del sistema portuale italiano. Convertino pur riconoscendo la necessità di aggiornamenti e miglioramenti ritiene che la legge abbia garantito per oltre trent’anni equilibrio tra interesse pubblico e iniziativa privata, sviluppo economico, tutela del lavoro e stabilità sociale».