Su Porti spa ci siamo, conto di arrivare in Consiglio dei ministri a brevissimo. Entro fine dell’anno verrà approvata in Consiglio dei ministri». Ha fretta, ora, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini che annuncia come imminente il varo della riforma portuale, quanto meno sotto forma di disegno di legge. La bozza è pronta e da tempo è oggetto di confronto e di dibattito, soprattutto per quanto riguarda la nascita del nuovo soggetto pubblico al vertice della piramide, la Porti spa, che gestirà e governerà le strategie di investimenti di tutti gli scali italiani.

«Dopo il testo unico dell’edilizia e delle costruzioni, entro novembre, il secondo obiettivo grande che mi dò, quindi sicuramente entro la fine dell’anno, è la creazione di questa grande azienda nazionale per valorizzare tutte le sedici authority italiane».

Il documento approderà sotto forma di ddl e quindi potrà essere modificato (e sicuramente lo sarà), ma fin d’ora emergono forti criticità, soprattutto dal mondo sindacale, per la scarsa attenzione fin qui riservata al lavoro e l’assenza finora totale di confronto. A denunciarlo, la segreteria nazionale della Filt Cgil. «Il futuro dei porti non può essere costruito senza il contributo dei lavoratori e dei territori — scrive la Filt Cgil nazionale — La bozza di riforma rappresenta un peggioramento rispetto ai principi fondativi della legge 84/94, basata su autonomia amministrativa e finanziaria, responsabilità, sviluppo, partecipazione e trasparenza e non affronta le vere criticità del settore, come il fondo prepensionamenti e che mette a rischio l’equilibrio costruito in trent’anni tra pubblico e privato, territori e istituzioni, impresa e lavoro». Pesante anche il giudizio sulla governance. «L’istituzione di Porti d’Italia spa modifica l’attuale governance multilivello che si è dimostrata finora efficiente, privando le Autorità di sistema portuale degli avanzi di amministrazione e delle principali entrate portuali. Una misura che penalizza il loro funzionamento con pesanti ricadute sui bilanci delle stesse e sulla tenuta dell’intero sistema».