Annunciata entro la fine dell’anno, si prepara ad attraccare in consiglio dei ministri la riforma della portualità. La conferma è arrivata dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini. «È un momento importante per la portualità italiana — ha spiegato — Sto lavorando alle infrastrutture, insieme al viceministro Rixi, proprio in queste ore, ad una grande riforma portuale». L’appuntamento è fissato per lunedì, giorno in cui tornerà a riunirsi il consiglio dei ministri chiamato a pronunciarsi sulla riforma incentrata sulla nascita del nuovo soggetto pubblico, la Porti d’Italia spa.
Proprio per sintetizzare una riforma che punta a incidere nel profondo sulla portualità italiana, dalla governance alle concessioni fino all’organizzazione del lavoro, Salvini va diretto al cuore della materia, vale a dire la creazione del nuovo soggetto interamente partecipato dai ministeri dei Trasporti e dell’Economia, la “Porti d’Italia spa”, chiamata a gestire la realizzazione delle infrastrutture, finanziandosi con una dotazione patrimoniale iniziale di 500 milioni di euro, ma corroborata ogni anno dalle risorse che arriveranno dalle autorità di sistema portuale chiamate a rinunciare a una quota di entrate da concessioni e tasse.






