di
Chiara Bidoli
Con oltre mezzo milione di studenti impegnati nella maturità, l’idea che per ottenere buoni risultati servano soprattutto sacrificio e studio intensivo continua a essere molto diffusa. Ma gli studi scientifici dicono altro
Non c'è una ricetta perfetta, uguale per tutti, che consenta di garantirsi lo status ideale per affrontare al meglio le prove dell'esame di maturità. C'è chi studia principalmente di notte, chi rinuncia a sport e vita sociale pur di guadagnare qualche ora sui libri e chi, invece, preferisce dedicarsi ad attività rilassanti con la consapevolezza che "tanto il più è fatto". Con oltre mezzo milione di studenti impegnati nella maturità, l’idea che per ottenere buoni risultati servano soprattutto sacrificio e studio intensivo continua a essere molto diffusa. Le evidenze scientifiche, tuttavia, raccontano una storia diversa: il rendimento scolastico è strettamente legato al benessere complessivo della persona. «Ancora oggi si tende a sottovalutare che la performance non dipende solo dalla quantità di studio, ma da un equilibrio più ampio nel quale il benessere è l’ago della bilancia», spiega Anna Lucia Ogliari, delegata del Rettore per il Counseling Psicologico e lo Sport dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e coordinatrice per l’ateneo del progetto PRO_BEN (Health Mode On). Il messaggio, emerso con forza nel convegno del San Raffaele, Exercise for Health, è che gli studenti che stanno meglio ottengono risultati migliori sul piano scolastico.












