Riformisti di tutti i poli, unitevi, avrebbe detto il filosofo. Più i due poli si sfrangiano al loro interno, più si vanno aggrumando sia i riformisti all’interno del campo largo sia quelli autonomi dal bipopulismo. La situazione è in movimento, a destra, a sinistra e al centro. Più difficile mettere insieme i riformisti del campo largo, sufficientemente umiliati dalla sinistra e da Giuseppe Conte, mentre al centro il lavoro è andato più avanti. Il fatto nuovo c’è ed è questo: «Un polo che dice le stesse cose». Buona questa sintesi di Pina Picierno, la cui uscita dal Partito democratico ha smosso un po’ le acque e animato i riformisti autonomi.

Vedremo alla prova dei fatti, ma è evidente che la vicepresidente del Parlamento europeo, in effetti, vada dicendo le stesse cose di Carlo Calenda e degli Europeisti che hanno dato vita all’appuntamento del Teatro Franco Parenti di Milano di lunedì scorso. Lo stesso luogo dove, giovedì 25, per iniziativa del Circolo Matteotti e di Linkiesta – coordinerà Christian Rocca –, si ritroveranno Picierno (Spazio Pubblico), Elisabetta Gualmini (Azione), Marianna Madia (indipendente di Italia Viva), Lia Quartapelle e Simona Malpezzi (Pd): appunto, i riformisti che si organizzano in luoghi diversi, forse domani, per colpire uniti nel prossimo Parlamento.