Le pistole sono tutte sul tavolo e sono destinate a rimanerci: nella Lega lo stallo tra il segretario Salvini e il fronte del Nord ha assunto sempre più le fattezze della tregua armata. La proposta della cabina di regia (una sorta di segreteria allargata) verrà accettata, e non perché piaccia. Anzi, tutto il contrario: nel fronte nordista nessuno è convinto che possa essere veramente una soluzione. Al più servirà a Salvini a prendere tempo e presentarsi in una corsa che però appare sempre più disperata: «È tutt’altro da quello che servirebbe, per di più un organismo ridondante che si sovrapporrebbe al direttivo, che già esiste e dove già a suo tempo si fece notare che Vannacci era un problema», è il ragionamento che fanno al Nord.
LA PROPOSTA sarà accettata, anche per non passare da guastatori ma è poco più di un contentino. Quello che vorrebbe il fronte dei governatori è uno strappo sui temi, meno slogan e più economia, imprese, questioni care alle regioni e gli imprenditori del Nord. Riassunto in una parola è «serietà», che è tutto un programma. Ieri agli Stati generali dei trasporti di Confindustria Salvini è tornato sui suoi cavalli di battaglia: Ponte sullo stretto, Olimpiadi («non mi aspettavo le statue equestri ma nemmeno le inchieste»), quarta pista all’aeroporto di Fiumicino e ha annunciato una battaglia in manovra per «marebonus e ferrobonus». Il rischio è che il ritiro del partito a Treviso del 4 e 5 luglio diventi scontro aperto. L’ultima volta al Nord, in occasione dei funerali di Bossi alla vigilia del referendum, Salvini venne contestato dalle anime più ortodosse dell’ex Lega Nord che non avevano aderito al suo progetto nazionale, e la cosa segnò l’accelerazione della crisi interna. Non è detto che non riaccada anche questa volta, e sarebbe altrettanto significativo. Il rischio è che Salvini si arrocchi nella sua cerchia di fedelissimi fino alle elezioni, per poi contarsi nelle urne. Nel fine settimana si peserà nei gazebo di Milano, le «primarie» leghiste per la scelta del sindaco. Senza candidati ufficiali, vedrà quante schede con il suo nome usciranno dai 36 seggi allestiti in città.














