10 Settembre 2026 – Lettura: 4 minuti
Al di là delle dichiarazioni di facciata, l’incontro romano ha evidenziato la frattura nell’asse nordista. Zaia è tentato dalla candidatura alle Politiche mentre il fronte lombardo resta isolato. E dopo Pontida è pronto a continuare la battaglia.
Le ricostruzioni giornalistiche parlano di tregua. Le meno ottimistiche di tregua armata. Ma la verità sarebbe ancora un’altra. E un ‘nordista’ di peso la racconta così: è andata «male», è stato un «incontro finto», in cui è andata in scena una «finta pacificazione» per non ‘sporcare’ il sacro prato di Pontida, nel giorno del primo raduno dopo la morte di Umberto Bossi. Due ore con Matteo Salvini non sono servite a risolvere granché delle beghe interne leghiste. Il segretario – bisogna riconoscerlo – ha mostrato disponibilità: ha detto persino di essere pronto ad «allargare la segreteria», viene riferito. Restando lui il capo, però, ça va sans dire.
Matteo Salvini (Imagoeconomica).
Le ambizioni nazionali di Zaia












