Prima delle bandiere di Pontida arrivano le trattative. E dentro la Lega il conto delle tensioni è già aperto. Salvini prova a giocare d’anticipo sui governatori, mentre la partita Romeo-Borghi aggiunge un altro fronte al regolamento dei conti C’è una poltrona che traballa, ci sono le liste del 2027 da costruire e c’è Pontida che incombe. Il calendario non aiuta Matteo Salvini, perché ogni giorno che passa avvicina l’appuntamento del 20 settembre e rende più difficile tenere sotto il tappeto le tensioni con il Nord. Oggi, mercoledì 9 settembre, il segretario della Lega prova a giocare d’anticipo e incontra il fronte dei governatori: Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Luca Zaia e Maurizio Fugatti. La carta sul tavolo è una gestione collegiale delle candidature per le prossime politiche. In cambio, l’obiettivo è arrivare a Pontida senza trasformare la festa leghista in una conta sulla leadership. LA PAX DELLE LISTE La proposta è politica e molto concreta: far partecipare i governatori alla scelta dei candidati. la Repubblica parla di «scelta collegiale dei candidati». Una formula che potrebbe servire a raffreddare gli animi, soprattutto perché il malcontento dei governatori non nasce dalla sola distribuzione dei seggi. Da settimane il fronte del Nord chiede più peso ai territori e una discussione sulla linea del partito. Attilio Fontana ha confermato che al confronto verranno portate «le nostre proposte» e che saranno ascoltate quelle di Salvini. Luca Zaia, intanto, ha provato a raffreddare almeno pubblicamente la temperatura. Mercoledì 9 settembre ha detto: «La Lega resta una e indivisibile». E ha confermato la propria presenza a Pontida. La domanda, però, è quanto possa bastare una tregua sulle candidature per chiudere una discussione che riguarda identità, autonomia e rapporti di forza interni. LA POLTRONA DI ROMEO Poi c’è Massimiliano Romeo, escluso dal programma della due giorni alle Officine Farneto. I salviniani avrebbero fatto sapere sottovoce che non è una svista. Il suo nome è diventato il secondo tavolo della trattativa. Capogruppo della Lega al Senato e segretario della Lega lombarda, Romeo è considerato vicino al fronte nordista. Matteo Salvini starebbe pensando di sostituirlo con Claudio Borghi. Sempre secondo la Repubblica, la partita potrebbe essere rinviata dopo Pontida, quando sarà l’assemblea dei senatori a dover affrontare il dossier. Romeo, però, non sembra intenzionato a farsi da parte in silenzio. Martedì 8 settembre, ad Alzano Lombardo, alla presentazione del suo libro, oltre 300 militanti hanno accolto lui e Attilio Fontana con cori e striscioni. Romeo ha messo le mani avanti: «Non faccio questa battaglia perché ho perso la poltrona. Anzi, facendola rischio di perderla». E sulla prossima Pontida ha aggiunto: «A Pontida non si vanno a fare regolamenti di conti, Pontida è sacra». IL TERMOMETRO DI PONTIDA La proposta sulle candidature rischia di diventare una trappola politica per i nordisti: accettare un posto al tavolo può significare ottenere più peso, ma anche offrire ai salviniani l’argomento che la battaglia sia soprattutto una questione di candidature e poltrone. Il fronte del Nord potrebbe quindi avere interesse a non farsi comprare con una quota di partecipazione alle liste, mantenendo invece aperta la questione più scomoda: che Lega deve essere quella che arriverà alle prossime politiche? La soluzione potrebbe trovarsi fuori dal palco: quanto il Nord riuscirà a organizzarsi senza trasformare il dissenso in una guerra aperta. L’ipotesi di una associazione del Nord resta sul tavolo come possibile spazio per chi contesta la Lega a trazione sovranista di Matteo Salvini e chiede di recuperare una più marcata identità territoriale. Una possibile corrente culturale, pensata per dare una struttura al malcontento senza arrivare alla scissione. Sullo sfondo c’è poi un’operazione ancora più radicale: un gruppo di ex parlamentari e segretari provinciali ha creato un Comitato per chiedere il congresso federale della vecchia Lega Nord, iniziativa dalla quale gli attuali ribelli del Nord hanno però preso le distanze.
Lega, prove di pace con il Nord: chi incontra oggi Salvini - Policy Maker
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