Il premier spagnolo al Consiglio europeo di Bruxelles è andato dritto al punto: la Spagna è contraria alla nuova stretta europea sull'immigrazione, votata grazie all'asse tra Popolari ed estrema destra. È una presa di posizione netta, che arriva mentre il Vecchio Continente celebra quello che Giorgia Meloni ha già definito un "successo storico". Il Parlamento europeo ha approvato il Regolamento rimpatri con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astenuti - una maggioranza costruita grazie al voto compatto di Popolari, Conservatori, Patrioti e del gruppo dell'Europa delle nazioni sovrane, in cui siedono i tedeschi dell'Afd. Al momento del via libera, i rappresentanti dell'estrema destra hanno scandito "send them back" - rimandateli indietro - dall'altra parte dell'emiciclo si sono alzati cori di "vergogna".Per Sanchez tutto questo è la strada sbagliata. L'Europa, dice, invece di affrontare la sfida migratoria insieme ai Paesi di origine e di transito, sceglie di chiudersi in se stessa, scaricando il problema sui Paesi terzi. Un messaggio che il premier definisce "assolutamente negativo" - sul piano economico, politico e dei valori che l'Unione dovrebbe invece rappresentare nel mondo.Il testo è uno dei pilastri del Patto per le migrazioni e l'asilo, entrato in vigore lo scorso 12 giugno. Introduce i cosiddetti return hub — centri di detenzione in Paesi terzi considerati sicuri, sul modello dei centri italiani in Albania - dove trasferire i migranti destinatari di un provvedimento di espulsione in attesa di essere rimpatriati. Estende la detenzione amministrativa fino a 30 mesi, elimina la sospensione automatica dell'espulsione in caso di ricorso e apre alla possibilità di ispezioni nelle abitazioni private dei migranti irregolari: una misura che in molti hanno già paragonato alle controverse operazioni dell'Ice negli Stati Uniti.
Pedro Sánchez contro il Regolamento rimpatri: "L'Europa sta trasmettendo un messaggio sbagliato" - Il video
Il premier spagnolo all'arrivo al Consiglio europeo di Bruxelles critica il voto dell'Europarlamento, ottenuto grazie all'asse tra Popolari ed estrema destra













