Il Consiglio Europeo si chiude all’insegna della diplomazia istituzionale. Il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, ha voluto ridimensionare le indiscrezioni che parlavano di una “violenta lite” notturna con Giorgia Meloni, sulla gestione dei flussi migratori. Sebbene i toni siano stati ricondotti a un normale confronto democratico, il merito politico della vicenda fotografa un’Europa profondamente spaccata sul futuro delle frontiere comuni.
L'ultimo Consiglio Europeo a Bruxelles ha rimesso al centro dell'agenda continentale uno dei temi più complessi e divisivi degli ultimi anni: la gestione comune dei flussi migratori. In un clima di forte polarizzazione tra le diverse cancellerie, l'attenzione si è concentrata in particolare su una presunta e accesa lite notturna tra Giorgia Meloni, e il premier spagnolo, Pedro Sánchez. A fare chiarezza sull'accaduto, ridefinendo i contorni politici della vicenda, è stato però lo stesso leader iberico al termine del vertice. Se da un lato Sánchez ha voluto gettare acqua sul fuoco smentendo l'esistenza di uno scontro personale, dall'altro ha sferrato un duro attacco alla strategia dei rimpatri caldeggiata da Roma, confermando una distanza ideologica che appare ormai incolmabile.










