Sul futuro bilancio europeo si consolida l’asse tra Italia e Spagna, ma le tensioni emerse al Consiglio europeo confermano come le alleanze tra i Ventisette siano sempre più variabili a seconda dei dossier. Mentre Giorgia Meloni e Pedro Sanchez guidano insieme il fronte dei Paesi che difendono i fondi di coesione e la Politica agricola comune, i due leader si ritrovano infatti su posizioni opposte sul tema delle migrazioni.
La seconda giornata del vertice di Bruxelles è dedicata in larga parte al primo confronto politico sulla proposta della Commissione europea per il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, il bilancio settennale dell’Unione. Nel frattempo la presidenza cipriota ha proposto un quadro da circa 1.947 miliardi di euro contro i quasi 2.000 miliardi indicati dalla Commissione. Il vero nodo negoziale riguarda però la distribuzione delle risorse tra politiche tradizionali, come coesione e agricoltura, e nuove priorità quali difesa, competitività e sicurezza economica. Da una parte ci sono i cosiddetti contributori netti e il gruppo dei Paesi più rigoristi, che chiedono un bilancio più contenuto, respingono l’ipotesi di nuovo debito comune e puntano a spostare risorse verso le nuove priorità dell’Unione, dalla difesa alla competitività. Dall’altra gli “Amici della Coesione“, guidati da Italia e Spagna, chiedono che le nuove esigenze strategiche non vengano finanziate a scapito delle politiche tradizionali previste dai Trattati.










