Roma e Madrid alleate nel negoziato sul bilancio 2028-2034: finanziare le nuove sfide senza sacrificare agricoltura e coesione
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L’asse tra Roma e Madrid passa dal prossimo bilancio europeo. Giorgia Meloni e Pedro Sánchez si sono incontrati a Bruxelles, a margine del Consiglio europeo, per provare a costruire una posizione comune sul Quadro finanziario pluriennale dell’Unione per il periodo 2028-2034. Il faccia a faccia si è tenuto nella sede della delegazione italiana all’Europa Building, al termine della riunione informale dei Paesi Ue “Amici della Coesione”.Sul tavolo la necessità di finanziare le nuove priorità strategiche europee — dalla competitività all’innovazione, passando per sicurezza, autonomia strategica ed energia — senza sacrificare la politica di coesione. Un punto sul quale Italia e Spagna sembrano intenzionate a muoversi insieme. La coesione, secondo la linea condivisa dai due governi, resta infatti uno strumento fondamentale per sostenere il Mercato unico, favorire gli investimenti e ridurre le distanze economiche e territoriali tra le diverse aree dell’Unione.A sottolineare il significato politico dell’incontro è stato lo stesso Sánchez. "Oggi mi sono riunito con Giorgia Meloni a Bruxelles. La Spagna e l'Italia lavorano insieme per un'Europa forte, ambiziosa e con un proprio peso sulla scena mondiale, di fronte alle grandi sfide del nostro tempo", ha scritto il leader socialista su X.Anche la Moncloa ha posto l’accento sul futuro dei conti comunitari. Nel corso del bilaterale, riferisce il governo spagnolo, i due premier si sono confrontati sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, "concentrandosi sulla necessità di progredire verso un bilancio europeo più ambizioso e verso il rafforzamento delle politiche tradizionali di coesione e della politica agricola comune".Il colloquio di Bruxelles arriva dopo il mancato incontro durante la recente visita di Sánchez a Roma, dove il premier spagnolo aveva partecipato ad appuntamenti alla Fao e in Vaticano. In quell’occasione la Moncloa aveva attribuito il rinvio alla difficoltà di conciliare le rispettive agende, assicurando però che da entrambe le parti restava la volontà di organizzare un faccia a faccia in occasione di un successivo vertice internazionale.











