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Il marchio di moda milanese Sunnei è stato messo in liquidazione giudiziale dal tribunale di Milano. Nella sentenza, i giudici scrivono che l’azienda aveva debiti verso i fornitori per circa 1,3 milioni di euro, superiori alle soglie previste dal Codice della crisi d’impresa. Secondo il tribunale, dai bilanci e dalla documentazione contabile emerge che l’azienda non era più in grado di accedere a finanziamenti o a risorse proprie sufficienti per far fronte ai debiti.

Il marchio aveva attirato molta attenzione nel mondo della moda a livello internazionale negli ultimi anni ma questo non si era tradotto in un’effettiva salute finanziaria. Non si sa cosa succederà dopo la liquidazione: attualmente il sito dell’azienda è solo una pagina bianca con uno spazio per inserire una password e la frase «Stiamo lavorando su qualcosa di nuovo. Ci vediamo tra un paio d’ore».

La notizia della liquidazione di Sunnei non ha suscitato particolare stupore nel mondo della moda: alla fine dello scorso settembre, a undici anni dalla sua nascita, i due fondatori, Simone Rizzo e Loris Messina, avevano lasciato la direzione creativa in modo abbastanza plateale. La loro ultima sfilata era stata infatti organizzata in collaborazione con la casa d’aste Christie’s, e durante l’evento il marchio era stato simbolicamente messo all’asta, mentre le modelle fingevano di prendere offerte al telefono. Dopo la fuoriuscita dei due fondatori, Sunnei non aveva più organizzato sfilate ma aveva solo lanciato delle piccole collezioni di prodotti.