Un look Bally fall-winter 2026/27 (courtesy Bally)

Bally entra in una fase delicata di riorganizzazione. Secondo quanto riportato dalla stampa svizzera, il marchio elvetico di calzature e pelletteria sarebbe stato posto dalla Pretura elvetica in moratoria concordataria, una procedura simile all’amministrazione controllata italiana che congela temporaneamente le istanze di fallimento e affida il destino dell’impresa a un amministratore esterno. L’azienda avrebbe accumulato debiti per circa 20 milioni di franchi svizzeri (pari a circa 21,7 milioni di euro al cambio di oggi). La decisione arriva a poche settimane dal trasferimento della sede legale da Caslano a Zugo e dopo una serie di tagli occupazionali che hanno ridimensionato la presenza produttiva del gruppo in Svizzera.

La notizia ha provocato forte preoccupazione tra i lavoratori. Davanti alla sede ormai vuota di Caslano si sono riuniti i dipendenti insieme ai rappresentanti del sindacato Ocst-Organizzazione cristiano-sociale ticinese per chiedere chiarimenti sul futuro dell’azienda e sulle garanzie economiche previste dai piani sociali. Particolare apprensione riguarda i 27 lavoratori licenziati nel maggio scorso, per i quali era stato concordato un pacchetto di sostegno la cui copertura finanziaria dovrà ora essere verificata. Restano inoltre in sospeso le prospettive per circa 100 impiegati amministrativi ancora attivi nel sito ticinese.