Quando una grande società naviga in acque finanziarie complesse e i conti richiedono un intervento strutturale, la prima mossa dei manager incaricati del risanamento segue una regola economica ferrea: fare cassa vendendo il vendibile. La liquidazione degli asset immobiliari superflui, o di quelli che non garantiscono i rendimenti sperati, rappresenta la via più rapida per iniettare liquidità immediata nelle casse aziendali. È un copione finanziario consolidato, applicato di recente dal gruppo Kering che, sotto la guida di Luca De Meo, ha scelto di cedere il palazzo dei record in via Montenapoleone acquistato solo un anno prima. Oggi, sulla stessa scia strategica per alleggerire la pressione debitoria, si muove un altro colosso del lusso: Dolce & Gabbana.
L’ipotesi sale-and-leaseback per le sedi di Milano
Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, che cita fonti finanziarie vicine al dossier, Dolce & Gabbana sta valutando attivamente la vendita di alcuni immobili di proprietà situati a Milano. L’obiettivo primario è generare nuova liquidità per sostenere il rifinanziamento di circa 450 milioni di euro di debito. Sebbene la lista esatta degli edifici da immettere sul mercato non sia stata ancora definita con precisione, l’operazione coinvolgerebbe diversi immobili di pregio, uffici e showroom situati nel centro città e nella zona di Porta Venezia. Per non perdere l’operatività delle proprie sedi, l’azienda starebbe studiando formule di sale-and-leaseback (vendita con patto di locazione): il gruppo cederebbe la proprietà degli immobili per incassare subito i capitali, pagando contestualmente un canone di affitto ai nuovi acquirenti per continuare a utilizzare gli spazi.









