Se c’è una cosa che con una certa ostinazione ripeto da anni ai miei studenti, è che scrivere è minare alle basi – pervicacemente – ogni versione calcificata di sé.

Il che equivale a prendere a scalpellate, parola dopo parola, frase dopo frase, la rassicurante versione che ci costruiamo ogni giorno per far finta di essere coerenti.

O se non coerenti, quanto meno delle persone riassumibili in una …