La tendenza a un’eccessiva precisione promuove l’isolamento emotivo, erode il benessere mentale e silenzia la nostra voce più autentica. Ecco perché e come cambiare rotta
di Stefania Medetti
Dietro al nostro desiderio di risultare sempre impeccabili, c’è un costo nascosto: le persone con un alto drive per il perfezionismo, infatti, sono anche quelle che soffrono di più alti livelli di solitudine. Lo ha evidenziato un recente studio dell’University of Ontario che ha messo in relazione i tratti di perfezionismo di studenti medicina e legge e il livello di supporto sociale. Gli studenti che mostravano una presentazione perfezionistica di sé, infatti, erano anche quelli che potevano contare su minor supporto relazionale e, dunque, soffrivano maggiormente di solitudine. Le donne, condizionate fin da piccole ad alti standard di perfezione, sono particolarmente esposte a questo meccanismo che, alla fine, diventa la lente attraverso la quale guardare il mondo. Come gli studenti canadesi oggetto della ricerca, molto spesso tendiamo a enfatizzare i nostri successi e a minimizzare gli insuccessi, nascondiamo errori o segni di debolezza e glissiamo sulle nostre insicurezze. Così facendo, però, ci addentriamo sempre di più in un meccanismo perverso.






