L’homo social e la costante sensazione di credersi in difetto. Il messaggio che ci arriva non è solo estetico ma anche morale: non sei così perché non ti impegni abbastanza

di Mattia Insolia

Quando eravamo bimbi per insegnarci l’evoluzionismo ci mostravano l’immagine di una serie di (prima ominidi, poi) uomini che, con il passare dei millenni, camminavano a schiena sempre più dritta. Oggi in teoria dovremmo quindi andare in giro mento insù e testa alta. In pratica la postura che definisce la nostra epoca è un’altra; non l’opposto, ma quasi.

Capo chino, gobba lieve, gomiti piegati. L’attenzione tutta al cellulare, la sua lucina azzurrognola a bagnarci la faccia, i pollici sullo schermo.

È la postura dell’homo social.